L’Amiata è un antico vulcano addormentato che racchiude al suo interno la più grande faggeta d’Italia. Potremmo definirlo come un paradiso in equilibrio tra il fare dell’uomo e ciò che ci regala la terra. I colori ed i profumi del bosco, i prati, le passeggiate per cercare funghi, fragole, lamponi e ciliegie. I sentieri di trekking e mountain bike nei parchi e nelle riserve naturali, alla scoperta di fiori, piante e animali.
La formazione del Monte Amiata risale al periodo del corrugamento della Catena Appenninica e considerate che la sua attività vulcanica si colloca in un’età variabile tra 400.000 e 180.000 anni fa, mentre le prime tracce di vita sul Monte Amiata sono datate tra il 5000 e il 3000 a.C.. Poi in epoca etrusca fu molto frequentato da cacciatori che fondarono addirittura anche alcuni insediamenti nella zona di Vivo D’Orcia, Montelaterone e Seggiano. Numerosi sono poi i ritrovamenti archeologici che fanno pensare all’Amiata come ad una Montagna sacra mentre in seguito furono i Romani a stabilirsi qui sfruttandone specialmente le acque termali.
Sul Monte Amiata troviamo una vera e propria corona formata dagli incantevoli borghi medioevali e dei paesini arroccati sulle sue pendici, borghi che ancora oggi sanno affascinare con le loro leggende che narrano di cavalieri e di avvenimenti miracolosi: Abbadia San Salvatore, Piancastagnario, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano.